Tecnologia InterX

La tecnologia InterX ha un metodo “unico” di coinvolgere ed attivare le risorse endogene e riflessogene dell’organismo ad assistere i processi di gestione del dolore, di riabilitazione e risolvere i problemi di condizionamento muscolare. Il modo in cui gli impulsi elettrici vengono trasmessi all’organismo rende la tecnologia InterX assolutamente differente dalla neurostimolazione convenzionale per tre aspetti principali.


“ Neurostimolazione Interattiva” – Le caratteristiche elettrofisiologiche della cute e dei tessuti sottostanti hanno differenti proprietà in caso di infiammazione, infortunio o patologie dolorose, rispetto ai tessuti sani. InterX è sensibile a queste differenze ed adatta in tempo reale il suo segnale per fornire il livello di stimolazione necessario. Man mano che l’organismo reagisce alla stimolazione, gli impulsi si regolano dinamicamente ed autonomamente al feedback del corpo, ottenuto attraverso il contatto degli elettrodi con la cute. Arrivando a stimolare il sistema nervoso parasimpatico InterX instaura con l’organismo un processo di interazione costante che fornisce un trattamento ottimale ed esclude i tentativi del corpo di adattarsi alla stimolazione.
Trattamenti specifici e mirati – Una volta individuata la localizzazione del trattamento, si possono applicare trattamenti mirati per quell’area. L’abilità di erogare un trattamento così specifico per i tessuti che hanno subito un trauma neurologico a seguito di un infortunio e comunque subiscono esiti di infortuni di varia origine e infortuni sportivi, migliora in modo esponenziale la percentuale di recupero e contribuisce al trattamento del dolore.
InterX è un dispositivo elettromedicale di classe 2A marchiato CE ed è approvato dall’FDA Americana (Food and Drug Administration) per la terapia antalgica [510(k)].

Neurotrofismo e Terapia InterX

tecnologia interX

Il termine neurotrofismo sta trovando diffusione solo negli ultimi anni nell’ambiente riabilitativo, anche se i Riabilitatori hanno a che fare con questo aspetto della fisiologia nervosa da sempre.
Tutto è neurotrofismo: la vitalità di una cellula, lo stato di salute di un tessuto, la guarigione da unalesione funzionale o strutturale.
Il neurotrofismo è parte integrante e fondamentale del recupero di un paziente. Quest’ultimo non può ritornare ad una completa o soddisfacente funzione se è alterata la funzione neurotrofica.
Questa funzione così importante ma spesso dimenticata è svolta dalla circolazione prodromica e antidromica che avviene all’interno dell’assone. Il Pirenoforo produce neurotrasmettitori, sostanze proteiche, canali ionici di diverso tipo e funzione e tramite la circolazione assonale li invia verso la periferia. Da qui vengono raccolti i prodotti di rifiuto e ciò che resta delle vescicole contenenti i neurotrasmettitori e inviati alla ri-sintesi verso il pirenoforo. L’invio dei peptidi regolatori influisce sull’equilibrio di eliminazione-nutrizione del tessuto bersaglio. Possiamo dire che il tessuto è solo in minima parte e per diffusione capace di nutrirsi e di purificarsi, per la maggioranza questa funzione è mediata dal comando nervoso.
Nella pratica clinica quindi il recupero della funzionalità di un sistema o di un organo, è direttamente proporzionale alla validità dei segnali neurotrofici cui questo sistema è dipendente.
Dalle neuroscienze sappiamo (e magari questa parte sarà oggetto di una ulteriore approfondimento) che la validità di un segnale nervoso è frutto della programmazione di quella parte del sistema nervoso, e tale programmazione deriva principalmente da segnali riflessi polisinaptici midollari e sotto-corticali. Tali segnali vengono facilmente alterati da input reiteranti dipendenti da situazioni tessutali cronicizzate.
In questo senso la terapia InterX, riuscendo a ripristinare un segnale afferente fisiologico dal tessuto lesionato in tempi molto brevi, o agendo direttamente su meccanismi sottocorticali tramite il trattamento Assessment promuove la riprogrammazione dei segnali neurotrofici, che come abbiamo detto sono essenziali al recupero della functio lesa.
Spesso quando non si conoscono totalmente le applicazioni di una terapia, è logico avere delle remore nell’utilizzo della stessa, così si finisce per utilizzarla nelle modalità base o come terapia antalgica.
InterX è molto di più di tutto questo. La sua efficacia sul neurotrofismo balza agli occhi quando lo si comincia ad utilizzare con questo fine: non c’è pratica riabilitativa in cui non possa essere utilizzato. Può essere inserito nel periodo post chirurgico quando le pratiche riabilitative in senso stretto sono limitate dalla ferita chirurgica o dalla contenzione gessata. Alla rimozione del gesso lo stato trofico visibile dei tessuti è eccezionale, la velocità di recupero e dell’adattabilità dei tessuti stupisce ancora anche me dopo anni di utilizzo, le reazioni algiche post trattamento ridotte al minimo.

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